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La presenza di Ingegneri nel sistema militare Veneziano è accertata gia nel '600 ed è comprensibile se si considera quanto fosse importante la manutenzione delle numerose Fortezze disseminate nei territori della Serenissima. Questi Ingegneri non ebbero all'inizio un'organizzazione militare e la loro attività era limitata alla direzione dei lavori che venivano eseguiti da personale civile.
A causa della mancanza di scuole che istruissero i giovani in questa disciplina così complessa, si provvide spesso ad assumere tecnici stranieri, in particolar modo olandesi e inglesi. Il primo tentativo di istituire un "Corpo degli Ingegneri Militari” fu fatto nel 1734 quando venne bandito un concorso tra gli ingegneri della Repubblica, allo scopo di reperire un numero sufficiente di tecnici da destinare ai lavori delle Fortezze. Questo Corpo venne affiancato a quello degli "Ingegneri ai Confini", che aveva carattere prevalentemente civile e curava in particolar modo i programmi della viabilità ai confini della Repubblica. Questi Ingegneri svolsero una notevole mole di lavoro a sostegno dell’ormai vetusto sistema di difesa della Serenissima e le loro relazioni evidenziano una lodevole capacità di organizzazione e notevoli doti professionali. |
Gli Ingegneri Militari furono aggregati all'Artiglieria fino al 1770 quando venne organizzato il Corpo del Genio il cui comando venne affidato all’ Inglese Colonnello Dixon.
Secondo il "Piano Regolatore" del Dixon il Corpo doveva comprendere - 4 Ufficiali Graduati (1 Colonello, 1 Tenente Colonnello, 2 Sergenti Maggiori) - 24 Ufficiali (dei quali 8 Capitani, 8 Tenenti e 8 Alfieri, questi ultimi da prelevare tutti dal Collegio Militare di Verona). La prima uniforme degli Ingegneri Militari venne fissata alla stessa data del Decreto di formazione e consisteva in una " Velada di scarlatto con fodera, giustacuore e calzoni bianchi, con paramenti fino alla metà del vestito di velluto nero. Dragona d'oro alla spada e fiocco uniforme". Il taglio dell'abito era identico a quello degli Ufficiali di Artiglieria ed è molto probabile che portasse, per come sembra dedursi dal testo, anche la pettorina nera alla Prussiana. Successivamente nel Febbraio del 1777, quando era Comandante il Colonnello Lorgna, venne introdotta l'uniforme giornaliera 0, come si chiamava allora, "il piccolo umiforme". Questa uniforme consisteva in una velada blu con fodera bianca senza pettorina, con mostre e collarino di panno bianco; bottoni dorati. Il sottoabito era bianco ed era lo stesso dell'uniforme da parata; il cappello era nero senza bordo e con un asola dorata che fissava una coccarda nera. Il Decreto aggiungeva: "..Ornate le mostre e il collarino con un cordone a ricamo intessuto d'oro e seta negra per gli Alfieri e Tenenti, due per li Capitani e tre per li graduati.” Poiché il Corpo era formato soltanto da Ufficiali, il Sovrintendente del Genio Brigadiere Moser de Filsek, propose nel 1780 di istituire un Corpo Militarizzato di Artisti, composto da muratori, fabbri, tagliapietra e marangoni che dovevano essere 100 in tutto e dovevano essere comandati da proti e capimastri con funzione di caporali e che dovevano sapere usare le armi come la fanteria. La paga doveva essere uguale a quella degli Artiglieri e doveva essere previsto un abito da lavoro ed uno da parata “..con quella uniformità che faccia però distinguere le varie arti”. |
Nel 1793 il Colonnello Antonio Moser de Filsek decise di apportare alcune modifiche all'uniforme per evitare che si potesse confondere con quella della fanteria divenuta blu nel frattempo.
Il Decreto del 26.3.1793 così stabiliva: “Nell' uniforme da parata si eseguirà il cambiamento della fodra della Velada che in ogni stagione dovrà essere di roé bianco e non di seda e con qualche differenza di peso nella dragona tra subalterni, capitani e graduati che potrebbe consistere nel peso di oncie 11 per lo Stato Maggiore, 8 per li capitani e 5 per li subalterni. La sottoveste e i calzoni dovranno essere nell'inverno di panno bianco,e nell'estate nel giorni di parata di Segovia e negli altri di rigatino bianco con bottoni del medesimo. Le camisiole di panno di Segovia dei graduati siano guarnite di galon d'oro come fu prescritto per gli ufficiali dell' infanteria Italiana. Li capelli siano tutti senza bordo, tagliati uniformi, di grandezza sufficiente, con cordon di seda blu, forniti quelli delli Alfieri e Tenenti di una rosetta mista d'oro e seda blu con asola simile e bottoni di metallo simili a quelli della sotoveste. Quelle dei capitani con due rosette simili, e quelle dei graduati cioè, Colonnello, Tenente Colonnello e Sergente Maggiore con due di solo filo d'oro. Li fiocchi dì spada e bastone uguali quelli di Alfieri e Tenenti e Capitani d'oro e seda, quelli dei graduati di solo filo d'oro. Le canne tutte di eguale dimensione con pomolo di metal dorato. Le spade tutte uniformi sul campione dettato al momento della formazione del Corpo. Nell' uniforme giornaliero la velada, che sarà sempre di panno blu, avrà la fodra di roè bianco, cambiato il collarino e mostre dello steso velluto celeste chiaro con taglio uniforme e simile al campione. Sarà obbligo degli Ufficiali di presentarsi con gli stivali tirati alla gamba, soliti ed uniformi.” Queste disposizioni dovevano essere eseguite al più tardi entro tre mesi, pena le sanzioni pecuniarie previste. Con ogni probabilità queste furono le ultime modifiche apportate all'uniforme del Corpo, visto che il precipitare degli avvenimenti non dovette lasciare molto tempo a successive evoluzioni. |
Ingegneri Veneziani "1793"
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